In questo articolo è spiegata la Storia e il significato del tarocco bolognese.

Storia dei tarocchi

I tarocchi simboleggiano le energie dell’ essere umano, la loro lettura ne aiuta a comprendere meglio i misteri della vita. Da secoli l’uomo ha cercato di impadronirsi di questa semantica per approfondire i suoi pensieri. Le prime carte illustrate le troviamo in Italia verso la fine del medioevo. La loro origine risalirebbe addirittura all’ antico Egitto. I tarocchi infatti sarebbero una rappresentazione su carta di ideogrammi egiziani, riprodotti dall’antichissimo testo dei faraoni, ossia il “Libro di Thot”, ipotesi formulata da Court Gobelin. Secondo costui, i tarocchi sarebbero stati la chiave per l’interpretazione dei geroglifici ieratici. I simboli contenuti nella generale iconografia sono persino contenuti nelle profezie di Ezechiele e S.Giovanni. I tarocchi divennero un importante strumento divinatorio già tra la fine del 700 e la metà dell’800, periodo corrispondente al passaggio storico culturale dell’Illuminismo al Romanticismo. Con il passaggio a quest’ ultima corrente non si analizzavano le idee riconducendo tutto all’esperienza, affermando inoltre che la ragione fosse incapace di comprendere la realtà più profonda dell’uomo, dell’ universo e di Dio. Con il passaggio al Romanticismo invece si ebbe una corrente culturale che esaltava il sentimento riscoprendo la natura come forza creatrice, al contrario della filosofia illuminista disprezzante ogni genere di mito e superstizione.

Il tarocco Bolognese

In questo contesto dove non si cercava la “magia” negli oggetti, ma nell’attività dello spirito, si afferma la cartomanzia del tarocco bolognese, nato nel 400 come gioco di carte nella pianura Padana. La lettura di queste carte nacque a Bologna nei salotti delle dame francesi nel periodo napoleonico, tra il 1776 e il 1815.I tarocchi di Bologna sono primigeni, con una loro struttura gerarchica e soprattutto la loro netta riconoscibilità iconografica. Il mazzo comprende solo 63 carte (62+un jolly) invece di 78.E’ composto dai 22 trionfi(arcani maggiori) e solo da 40 arcani minori (10 per ogni seme invece di 14, in quanto assenti tutti i 2,3,4 e 5) a cui è aggiunto un jolly. Tutte le carte del mazzo sono prive di titolo, mentre i 40 arcani minori sono organizzati secondo la tradizionale successione (Re, Regina, Cavallo, Fante, Dieci, Nove, Otto, Sette, Sei, Asso per ognuno dei segni: Bastoni, Coppe, Spade e Denari), i 22 trionfi presentano inoltre differente sequenza rispetto a quella nota. Sono infatti assenti le carte: della Papessa, Imperatrice, Imperatore e Papa, le quali sono sostituite dai Mori:un Moro con tre lance, due Mori con orecchini e lancia, un Moro con turbante e lancia. Tale situazione avvenne dopo il 1513, quando la Repubblica di Bologna entrò a far parte dei domini papali, quindi fu ritenuta sconveniente la raffigurazione del Papa su un mazzo di carte da gioco o, peggio ancora della Papessa o delle figure connesse all’Imperatore e all’Imperatrice. Non tutti gli arcani maggiori sono numerati, infatti i numeri sulle figure vanno dal 5 al 16; le carte rimanenti ne sono prive. L’ordine dei trionfi presenta delle alterazioni: solo la Giustizia, Ruota Fortuna, Appeso e Morte hanno conservato numero e posizione tradizionale; le rimanenti hanno subito uno slittamento nella numerazione.